Come visitare al meglio il presepe vivente di Monterosso Almo

Ogni anno ci piace rivivere la magia del Natale visitando un presepe vivente e quest’anno abbiamo scelto quello di Monterosso Almo. Piccolo paese della provincia di Ragusa che conta poco più che 3000 anime ma che durante i giorni di Natale si ripopola grazie all’organizzazione di questo evento.

Il presepe apre verso le 18,00 e noi siamo arrivati a Monterosso Almo, con il nostro camper, verso le 18,30. Purtroppo non ci sono parcheggi riservati ai camper nè servizi navetta ad hoc. Così abbiamo parcheggiato nei pressi del cimitero dove c’è uno spiazzale molto ampio in piano e siamo andati a piedi. La strada però non è molto illuminata.

Giunti nella piazza del paese abbiamo comprato i biglietti di ingresso al presepe(2 euro a persona dai 7 anni in su) e ci siamo accorti  di avere quelli numerati dal 1500 in su. Questa informazione è molto importante perchè  non è necessario fare la fila per entrare e ma semplicemente ascoltare la voce che si sparge da un megafono  in tutta la piazza chiamando i numeri in entrata. Considerando che erano stati chiamati  quelli dal 500 al 550 abbiamo impiegato circa un paio di ore per poter entrare anche noi.

Una volta varcata la soglia di ingresso ci siamo accorti di essere immersi all’interno delle viuzze del quartiere più antico  del paese dove il tempo sembra essere tornato indietro. Si entra nelle vecchie case e si sentono gli odori e i sapori di una volta. Subito abbiamo mangiato le zippole calde, poi man mano che attraversavamo il paese abbiamo assaggiato la ricotta, il salame, il pane caldo, i ceci tostati (la cossiddeta ‘calia’)…

La cosa stupefacente è che le persone svolgono veramente i mestieri di una volta. Entri nella bottega  dello scalpellino che spiega il lavoro della dura pietra e  nella casa delle tessitrici dove un vecchio telaio è ancora in funzione. Ti fermi davanti al vecchio mulino a pietra da cui esce una bianca  farina e davanti alla taverna dove i ragazzi  cantano allegramente davanti a un fiasco di vino.  Grande lo stupore dei bimbi nel vedere una vecchia signora che abilmente intreccia delle canne per farne dei cestini e  simpatiche le giovani ragazze nel loro ruolo di comari pronte a raccontarsi un mare di pettegolezzi di paese.

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La visita si conclude naturalmente davanti alla grotta dove ad aspettarci ci sono Gesù bambino, Maria e Giuseppe insieme ai Re Magi. Un momento suggestivo  che ci riporta nel passato grazie anche alle scene abilmente ricostruite che ci hanno trasportato indietro nel tempo. Ma le sorprese non sono finite qui perchè dopo la grotta abbiamo incontrato un bravissimo cantastorie che ci ha incantato con la sua voce e la sua storia in dialetto siciliano. Questa figura in realtà è la prima volta che la vedo in un presepe vivente ma devo ammettere che è davvero suggestiva!

E anche questo presepe merita una visita come gli altri che vi ho già descritto!

ps. purtroppo le foto sono venute male perchè abbiamo dimenticato la macchina fotografica e avevamo solo il cellullare naturalmente senza flash…sarà per un’altra volta!

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